Come le chiacchiere da bar diventano una questione internazionale

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Finire sotto scorta a 16 anni per aver fatto delle Stories. Questa è, più o meno, la storia di un’adolescente francese trascinata, appena qualche giorno fà, in una “questione internazionale”. Come è stato possibile? Perchè la sua storia è “emblematica” e potrebbe capitare, in potenza, a ciascuno di noi? Scopriamolo insieme.

Partiamo dai fatti. E’ il 18 Gennaio, e la ragazza si sta tranquillamente “video selfando” con il suo smartphone. Un balletto “in stile tik tok”, nulla di eccezionale o significativo, una scena come ne avvengono a milioni ogni giorno.

Ad un certo punto un ragazzo la nota, e inizia a provarci spudoratamente. Lei non è interessata, lui insiste in maniera sgradevole, tirando anche in ballo i suoi amici; il tutto rimane inevitabilmente registrato in quello stupido video.

Sembra solo una storia brutta e sgradevole, destinata ad essere dimenticata, con unico “seguito” possibile quello di poter cercare eventualmente di perseguire – tramite le immagini del video – chi stava importunando la ragazza. Ma, nelle settimane successive, si è trasformata in molto, molto di più.

Adesso si aggiungeranno all’equazione altre due informazioni che, sebbene del tutto irrilevanti, sono state purtroppo rese fondamentali dai protagonisti di questa vicenda. La ragazza è lesbica, e i ragazzi che l’hanno molestata sono Mussulmani.

E alla fine ciascuna delle parti se l’è presa con l’altra sulla base di queste ragioni, perdendo di vista il punto dell’intera questione.

Difatti, non appena la ragazza è riuscita a svicolarsi da questa brutta situazione, è tornata a casa e – del tutto sconvolta – ha postato delle stories nelle quali ha insultato l’intera comunità mussulmana, accusandola di praticare una “religione d’odio”.

In questo modo, oltre ad aver insultato “a scatola chiusa” l’8,8% della popolazione del suo paese, ha portato avanti lo stesso identico tipo di generalizzazione razzista e piena d’odio che quei ragazzi le avevano rivolto insultandola per il suo orientamento sessuale.

Ma cosa ci si poteva aspettare? Ha 16 anni, era stata importunata, ha avuto paura e si è sfogata. Come avrebbe potuto fare benissimo con le amiche, con la famiglia, con il suo psicologoco, con le autorità competenti, o al bar davanti ad una birra. Solo che, piccolissimo dettaglio, ha invece scelto di farlo sui social, con il mondo intero.

Il risultato? E’ stata minacciata di morte, di stupro, “doxata” – cioè qualcuno ha rintracciato nome e cognome completi, la sua abitazione e il numero civico, ha dovuto smettere di andare a scuola e adesso è sotto scorta in un’altra località sicura.

Inoltre le sue parole sono diventate virali, e sono state strumentalizzate a scopi politici. E’ intervenuto persino il rappresentante della comunità islamica in Francia, ed è nata una piccola crisi diplomatica, in cui sono intervenuti i principali leader del suo paese.

Ed è così che le opinioni di una ragazzina in preda all’ansia hanno generato una questione internazionale. Cosa possiamo capire da questa vicenda?

Che anche se si è arrabbiati perchè si pensa di aver subito un torto, la cosa migliore è denuciare tutto alle autorità competenti, non blaterare in preda all’ansia opinioni irrispettose e generalizzate sull’orientamento religioso di chi – secondo te – ti ha mancato di rispetto. Perchè non si ottiene nulla, se non di passare dalla parte del torto.

E’ vero, la giovane adolescente si è in seguito scusata per i toni delle sue storie, ha detto che le dispiace nei confronti dei tanti Mussulmani “tranquilli”. Ma ormai, direi che il danno è fatto. La soluzione? Pensare sempre prima di parlare 😉

Per visualizzare l’articolo alla fonte visitate la fonte su Sud Life

Pubblicato da emozioneriflessa

Laureata in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Catania, tendo facilmente ad appassionarmi ai progetti che ritengo validi ed in linea con i miei principi. È con questo spirito che mi sono lanciata anche nel mondo della scrittura e della comunicazione online. Intellettualmente onesta, spietatamente pungente, irrimediabilmente controcorrente rispetto alla maggioranza. Questa, in poche parole, sono io. E, come me, anche i miei articoli parlano chiaro. Leggere per credere.

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